Alessandra Frisan

Il mio lavoro consiste nel creare immagini, che si situano tra l’apparizione e la sparizione, in uno stato di sospensione tra l’astratto ed il figurativo, la materialità e l’immaterialità: immagini in uno stato embrionale, ancora a divenire, in una zona di penombra vacillanta tra luce ed oscurità, per affiorare più come sensazione impermanente e fugace, che fissità iconica.

Le mie opere si presentano, il più delle volte, come installazioni d’ambiente ed esplorano tecniche multimediali che spaziano dalla pittura alla scultura, dalla fotografia alla videoinstallazione, ma mantengono essenzialmente un linguaggio più vicino a quello pittorico a livello di immagine, come spazio di contemplazione e di percezione.

29/30 giugno 2012
Giardini Lavinia Fontana
Bologna

τάξη Taxon

Tάξη – Taxon è un’installazione pensata appositamente per lo spazio dei giardini in cui si colloca: analizzando l’ambiente di esposizione, l’attenzione si è rivolta in particolare alle piante circostanti ed alla tipologia dei frequentatori, con l’idea di creare una “mappa” del luogo.

Dopo una ricerca approfondita sullla specificità della vegetazione presente, punto di partenza sono state alcune foglie raccolte, come dettaglio “micro” dell’ambiente, di alberi o di arbusti dello spazio stesso, ricreate in forma più astratta nel colore, nella bidimensionalità e nella sovradimensione.
Il loro nome scientifico di appartenenza della specie in latino, data la presenza multicuturale nel luogo, appare impresso nella loro superficie attraverso un lavoro di foratura.
Da ognuna di queste foglie posate al suolo si diparte un filo, che incrociandosi l’un l’altro ed attraversando sopra i vari rami una distanza più o meno estesa, raggiunge la pianta di appartenenza, sul cui tronco una piccola rappresentazione grafica dispiega la tassonomia scientifica della specie, oltre all’origine etimologica del nome, l’habitat di crescita e di diffusione.

I visitatori, seguendo il filo come traccia, vengono così indotti a percorrere dapprima con lo sguardo una direzione di congiunzione tra terra e cielo, e poi in senso motorio il giardino in più direzioni, per svelarne aspetti usualmente inosservati ed acquisire una coscienza della natura cicostante.
L’interattività dell’installazione è amplificata ulteriormente dal fatto che, arrivando alla pianta d’origine, assieme alla sua descrizione grafica vi è un block-notes sul quale lasciare una dedica personale alla pianta stessa.

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